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martedì, 21 ottobre 2008

Senza titolo-11Dopo oltre un anno che non si faceva viva, mi chiamò sabato scorso per dirmi che sarebbe tornata in città e che voleva vedermi. Le dissi che era da un anno che non avevo sue notizie e che tante cose erano cambiate. "Una cena – disse – non chiedo altro". Le risposi che ormai stavo con la ragazza bionda e che non avevo intenzione di riprendere il rapporto assurdo che c'era con lei.

"Non è vero, non puoi stare con quella troia mi disse". Riagganciai e dopo qualche minuto mi mandò un sms. "Scusami, ho esagerato. Sono in città fino a domani sera, ti prego chiamami".

Non le risposi, ma una mezz'ora dopo mi chiamò la mia ragazza "Amore stasera non ci possiamo vedere, mi hanno chiamata al pub a lavorare, se ti va passa più tardi". La mia ragazza lavora saltuariamente in un pub e spesso il venerdì o il sabato la chiamano a lavorare.

Dissi che sarei passato, ma la serata senza di lei mi diede la possibilità di rivedermi con Graziella e la chiamai per dirle che sarei andato da lei. Mi rispose di portare due pizze perché in casa non aveva nulla.

Andai da lei sentendomi un po' in colpa. Adesso avevo una ragazza e non era più la stessa cosa, ma c'era poco da fare, mi attraeva troppo e poi le scopate con lei sono sempre state più o meno epiche. Inoltre, era per merito suo se avevo conosciuto quella che poi sarebbe diventata la mia ragazza, non potevo rifiutami di passarla a trovare.

La serata passò tranquillamente, mi raccontò che la madre era morta ed era tornata nel suo paese d'origine dove anche la madre aveva un negozio che lei riprese in mano, dando in gestione quello che aveva nella mia città. Era tornata per prendere alcuni mobili perché aveva messo in vendita la casa e c'era già qualche potenziale cliente.

Poi, ovviamente, mi chiese del rapporto con la mia ragazza e non si risparmiò nelle richieste di informazioni. "E' abbastanza troia per te? Se lo fa mettere nel culo?" La cosa un po' mi infastidì, certi discorsi li potevo fare con lei o parlando di una ragazza qualunque, non di una con cui stavo ormai da un anno. Ma comunque l'argomento della serata furono le mie scopate con la mia ragazza e lei mi disse che più di ogni altra cosa desiderava vedermi fare l'amore con lei.

Le risposi di no, che la sua era una proposta oscena. Oltretutto la mia ragazza la conosceva, si sarebbe ricordata di lei e delle stramberie che mi fece fare in spiaggia davanti a lei, non credevo proprio fosse una buona idea.

Mi disse: "Fammi venire a vedere e ti prometto che poi farò qualsiasi cosa tu vorrai, qualsiasi". Immaginai scene di sesso perverso, situazioni al limite dell'assurdo, ma le risposi "anche non farti più viva con me?"

"Anche" mi rispose con aria di sfida, forse sentendo a naso che la mia era solo una provocazione. Ad ogni modo i suoi metodi persuasivi mi convinsero a concedergli questa chance e le promisi di lasciarla venire da me l'indomani a "spiarmi" mentre facevo sesso con la mia ragazza.

Arrivò puntuale alle 16, la feci entrare e le mostrai la camera da letto ed il punto da dove le sarebbe stato possibile guardarci, sfruttando il riflesso della specchiera nella mia camera.

Non appena la mia ragazza arrivò la feci nascondere nello stanzino e la invitai a non farmi cattive sorprese. La mia ragazza arrivò e dopo un caffè ci sdraiammo sul divano. Dopo poco l'ambiente si riscaldò ed andammo in camera da letto a fare l'amore. Dopo un paio di minuti sentii di deboli rumori venire dal ripostiglio e mentre la mia ragazza mi faceva un pompino vidi l'immagine di Graziella riflessa nello specchio. La mia ragazza tanto era di spalle e non poteva vederla. Dopo qualche minuto di sesso, vidi Graziella nello specchio che era completamente nuda e si stava toccando, andai in confusione e non sapevo più che fare. Fin quando lei non ce la fece più ed entrò in camera. Appena le due si videro, la mia ragazza mi guardò e mi diede uno schiaffo: "Ti vedi ancora con questa puttana" mi disse "sei proprio un porco e fece per alzarsi. Graziella la fermò e le disse "no, non ci vediamo da quella volta in spiaggia. Lo avevo chiamato perché avevo voglia di scoparmelo, ma mi ha detto che stavate insieme e l'ho implorato si farmi almeno vedere".

"Siete dei pervertiti" disse la mia ragazza alzandosi e cominciando a rivestirsi ma Graziella la fermò: "Ti prego, voglio scoparmelo più di ogni altra cosa, ma rispetto il vostro rapporto. Ti prego scopa con lui per me, fammi immaginare che sia io la donna che se lo scopa". La mia ragazza restò quasi paralizzata sentendo cosa diceva.

Graziella la prese dolcemente e la riportò sul letto dicendole "ti prego, se vai via lui ti tradirà con me, se resti non può farlo, non può tradirti se tu sei qui con lui".

La guardò ancora più disgustata, ma alla fine si riadagiò accanto a me dicendole di non toccarmi. Appena la mia ragazza mi risalì addosso lei si sdraiò accanto a noi e cominciò a masturbarsi. Poi implorò la mia ragazza di sdraiarsi su di lei, ed a me disse di scoparmela alla pecorina. la mia ragazza si sdraiò su di lei e io cominciai a penetrarla da dietro. Graziella era eccitata da morire tanto che più di una volta implorò la mia ragazza di consentire anche a lei di avere un po' del mio cazzo. "No" le rispose sempre la mia ragazza fin quando Graziella le disse "fattelo mettere nel culo adesso". "no rispose la mia ragazza "non l'ho mai fatto".

Graziella scoppiò a ridere e le disse "E come pretendi che ti sia fedele se non gli dai il culo". Si tolse da sotto di lei e si mise a pecora implorandomi di incularla. "Incula me, visto che la tua ragazzina non si fa inculare". La mia ragazza mi guardò inorridita e Graziella la incalzò, se tu gli dai il culo io mi levo. "Mai – rispose la mia ragazza – io il culo non lo do". "Allora glielo do io" rispose Graziella tirando via il mio cazzo dalla sua fica e spingendolo verso di lei. Non resistetti e glielo spinsi dentro. La mia ragazza restò di sale e dopo qualche secondo disse "Ok, proviamo, mollala subito".

Graziella si lasciò sfilare il mio pisello da dentro e fece da "assistente all'inculata". Le sputò sull'ano e infilò il mio cazzo dolcemente nel culo della mia ragazza. Cominciai a scoparle il culo e nel frattempo Graziella le sditalinava la fica. La mia ragazza gemeva dal dolore e dal piacere fin quando non si lasciò andare ad un gemito che ci fece capire che era venuta.

"Ora vieni tu" disse Graziella a me tirando fuori il mio cazzo dal culo della mia ragazza e piazzandoselo fra le tette. "Vienimi tra le tette" la mia ragazza mugolò un no ma Graziella le rispose "tesoro le tue sono troppo piccole con me sai come gode?"

Cominciò a farmi una spagnoletta con le tette, poi quando capì che stavo per venire prese la mia ragazza per i capelli e le portò la bocca davanti al mio cazzo. "Vienile in bocca come si fa con le troie" la mia ragazza rispose di no ed allora Graziella lo prese in bocca e si fece venire dentro….poi mentre io mi buttai sul letto sfinito, sputò la sborra in faccia alla mia ragazza e gliela leccò tutta fino a ripulirle il viso ed ingoiò tutto.

Poi, mentre la mia ragazza in preda al trasporto cominciò a baciarla le sussurrò "se lo vuoi tenere stretto a te, fai tutto quello che vuole, fatti fare tutto quello che vuole e fai ciò che non penseresti mai di fare. Se lo ami davvero non ti prenderà mai per una troia, ma solo come una donna che per il suo uomo è disposta a tutto".

Parlarono un po', si toccarono un po' e poi Graziella si rivestì. "Vi lascio il mio nuovo numero – disse scrivendo su un foglio di carta – se vi va qualche scopata a tre o se volete qualche idea nuova chiamatemi piccioncini". Ci venne a baciare ed andò via, come se nulla fosse.

postato da: xBadWolfx alle ore 16:12 | link | commenti
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mercoledì, 03 ottobre 2007

LA GELOSIA

graz

Passata una settimana ci demmo appuntamento per la domenica successiva, ultimo giorno di settembre. Stavolta toccò a me andare da lei vestito di tutto punto. Graziella mi fece spogliare, disse che le mutande erano superflue e mi face rivestire con tanto di giacca e cravatta. Lei ovviamente si mise in costume, già sapevo che voleva ripagarmi con la stessa moneta. Infatti mi fece mettere alla guida e mi chiese di ritornare alla spiaggia della domenica precedente dove trovammo solamente due scooter parcheggiati. In spiaggia c'erano due ragazze, le stesse della domenica precedente, le due più spigliate. Lei scese, mi mise le mani dietro la schiena e mi ammanettò. Scendemmo in spiaggia passando accanto alle due divertite ragazze che sembravano attenderci. Graziella si fermò e disse: "Dai mettiamoci qui vicino alle amiche tue". Mi ordinò di inginocchiarmi e così feci, mentre lei si sdraiò comodamente a prender eil sole. Le ragazze divertite ci chiesero cosa diavolo facessimo tutte le domeniche li e la risposta di Graziella fu splendida: "Quello che fate voi…non siete tornate solo per vederci e giocare ancora con noi forse?" Le ragazze sorrisero e Lei decise di legarmi anche i piedi con una fascetta di plastica e con un'altrà legò le manette alle fascette ai piedi. Ero immobilè, vestito di tutto punto, sotto un sole cocente.

Graziella allora si mise in topless ed invitò le ragazze a fare altrettanto: "Tanto può solo guardare. Provocatelo un po'".

Le due giovani si tolsero entrambe sia il pezzo di sopra che il pezzo di sotto, restando completamente nude. Spostarono le asciugamano in modo da mettersi davanti a me e si sdraiarono allargando al massimo le gambe per mostramri le loro fichette. Graziella si mise a ridere, disse che era una buona idea e si mise anche lei davanti a me, nuda, con la fica spalancata. Stavo impazzendo, dalla voglia di muovermi, di togliermi di dosso quei vestiti che mi tenevano caldissimo ma era anche la voglia di aggregamri al gruppo a farmi impazzire. Graziella lo capì e disse: "vuoi che ti sbottono qualcosa?". "Magari – risposi io – Sto morendo di caldo".

Lei guardò le ragazze e disse: "cosa gli sbottoniamo?" e le due in coro "I pantaloni".

Così mi tirò giù la lampo e mi tirò fuori il cazzo che senza mutande era suibito pronto: "così basta vero?" E scoppiarono a ridere tutte e tre.

Io intanto ero in un bagno di sudore ed implorai Graziella di rinfrescarmi almeno un po' bagnandomi la testa ma la risposta sua fu: "rima dobbiamo bagnarci noi" e cominciò a sgrillettarsi la fica. Le ragazze si guardarono e si unirono in un abbraccio appassionato. Le loro tette che si stuzzicavano erano davvero troppo per me e il mio cazzo cominciò a indurirsi.

"era ora" disse Graziella. "chi glielo vuole menare?".

"Io" disse la biondina che mi aveva fatto venire la domenica avanti e cominciò a menarmelo. Poi l'altra amica chiese di poterle dare il cambio ed allora la biondina passò a toccarmi le palle, mentre Graziella mi leccava il collo. Si alternarono alla guida del mio cazzo per qualche minuto fin quando Graziella non capì che stavo per venire ed allora le fece fermare. Si guardarono e disserò:"andiamo a farci il bagno" e mi lasciarono li col cazzo durissimo ed un caldo allucinante.

Dopo un lungo bagno nude tornarono alla carica. Graziella mi lasciò sgocciolare qualche goccia d'acqua dal suo seno mentre le ragazze si fondarono di nuovo su di me e sul mio cazzo. Cominciarono a leccarmelo e Graziella si aggiunse a loro…tre lingue sapienti che mi stavano facendo impazzire….mi portarono di nuovo allo spasimo e quando stavo per venire Graziella disse: "scegli, ho ti lasciamo venire e te ne rimani legato e vestito fino a oggi pomeriggio oppure ti liberiamo e te ne vieni da solo". Ero eccitato ma c'era troppo caldo e scelsi la libertà. Mi tagliò le fascette e mi tolse le manette. Mi spogliai subito e feci per menarmelo ma Graziella mi fermò…"no troppo facile vai a farti il bagno e poi torni". Tornai da un bagno di almeno mezz'ora col cazzo che aveva ovviamente abbandonato lo stato di eccitazione di qualche minuto prima. Graziella mi guardò male e disse: "no, ti vogliamo vedere col cazzo duro, menatelo". tentennai, lo sguardo di quelle due ragazzine un po' mi imbarazzava. "dai fagli vedere che seghe che ti spari a queste belle ragazze" mi incalzò Graziella "O preferisci che te lo meno i con la sabbia". Mi ricordai quel pomeriggio atroce ed acconsentii alla sua richiesta. Mi misi a sedere su un'asciugamano e cominciai a menarmelo. "no, disse subito Graziella. Mettiti in ginocchio tra di loro".

Mi fece mettere con le gambe che toccavano sui loro fianchi e le due a turno mi accarezzavano le cosce e le palle mentre io ero costretto a menarmelo. Ridevano e non capivano quanto avessi avuto voglia di scoparmele. Graziella lo capì ed intervenne piazzandosi davanti a me e spostandole. Se lo infilò in fica ed in meno di 5 minuti fui costretto a tirarlo fuori ed a sborrarle sulla pancia….le due angeliche visioni si chinarono sul suo ventre ne leccarono un po' e poi si baciarono.

Poi Ci andammo a fare tutti il bagno….prima di andare via Graziella si prese il loro numero e disse che ora che rinfrescava il tempo le avrebbe detto lei dove ci potevamo vedere per giocare un po'. Prese i miei vestiti bagnati e li mise nella borsa: "su bello, questi te li lavo io a casa". "e io?" risposi.

"Tu te ne torni a casa nudo, che problema c'è?"

Mi lasciò in spiaggia con le due ragazze e scappò di corsa. Si era troppo ingelosita del fatto che fossi più attratto da loro che da lei…

 

postato da: xBadWolfx alle ore 14:08 | link | commenti (1)
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martedì, 25 settembre 2007

Senza titolo-9

Dopo un'estate trascorsa ognuno per conto proprio, nella quale ci siamo sentiti solo via sms o per e-mail (lei era stata in thailandia ed io in spagna ma in periodi diversi per cui siamo stati senza sentirci completamente per praticamente due mesi) ci siamo risentiti la scorsa settimana e ci siamo visti a cena sabato scorso….abbiamo convenuto entrambi, durante una cenetta molto informale e molto lontana dai nostri abituali frenetici ritmi sessuali, di essere entrambi attratti dal ruolo dominatore-dominato, soprattutto legato alla sfera esibizionistica. A lei piaceva che la trattassi come una troia in pubblico, il rischio la eccitava da morire, mentre a me piaceva essere trattato da lei come un oggetto, soprattutto perché per umiliarmi (o per eccitarmi di più direi a questo punto), cercava sempre il coinvolgimento di altre donne.

Dopo la cena ed un film in dvd visto come una qualunque coppietta, ci siamo dati appuntamento per domenica mattina; ancora una volta lei si sarebbe dovuta lasciar guidare da me in tutto e per tutto…il suo turno sarebbe venuto un'altra volta.

Domenica mattina passai da lei, entrai e le scelsi il vestito: un tailleur scuro che le metteva in grande risalto le sue curve. Sotto il tailleur il nulla più totale ed il suo decoltè era ben più che in vista. "Dove mi vuoi portare vestita così? Appena mi muovo mi escono fuori le tette".

"Stai tranquilla – le risposi – dove stiamo andando non ci sarà motivo di tenerlo su il tailleur".

Le scelsi poi una scarpa con un bel tacco che la rendesse più troia e salimmo sul suo fuoristrada. Guidai io anche perché la strada da fare era abbastanza impegnativa e con i tacchi non era esattamente semplice guidare.

Arrivammo in una spiaggia splendida che frequentavo spesso qualche anno fa quando passavo le vacanze nel paesino vicino. Una lunga distesa di piccolissime pietre bianche arrotondate dal sole e dal mare ed una strada d'accesso praticamente improponibile: unica speranza d'accedere lo scooter, la barca o un robusto SUV come il suo.

Arrivati trovammo 3 scooter ed un altro piccolo fuoristrada. Lei scendendo mi disse che vestita in quel modo non aveva cosa farci in spiaggia, ed in effetti, come darle torto. Ma volevo che arrivati tutti la guardassero e quale modo migliore di un abbigliamento assolutamente inadeguato alla situazione?

Nella piccola zona dove la spiaggia lasciava un po' di spazio ai bagnanti c'erano 4 ragazze che prendevano il sole in topless e molto distante una coppia, probabilmente di stranieri a giudicare dalla loro abbronzatura praticamente inesistente e dai capelli biondissimi.

Due ragazze si coprirono vedendoci arrivare mentre le altre due si limitarono a mettersi a pancia sotto. Scendemmo passando davanti alle 4 sirenette scese in quella spiaggia poco frequentata anche in agosto e praticamente deserta in settembre per dare colorito alle zone meno esposte in estate e ci piazzammo a una ventina di metri da loro. Inutile dire che il suo abbigliamento richiamò molto la loro attenzione e le sentivo ridacchiare. Avranno avuto tutte 18 anni appena ed i primi pruriti le avevano spinte a prendere il sole in maniera diversa in un luogo decisamente lontano da occhi indiscreti ed una volta che ci fummo allontanati rimisero i loro piccoli seni a favore di sole senza però togliere saltuariamente lo sguardo da noi.

"senti ma che cavolo ci faccio in spiaggia in tailleur?" disse giustamente lei "così mi fai fare la sauna"

"no e perché…se senti caldo puoi toglierlo"

" e restare nuda con quelle ragazzine li?"

"e che c'è di male – aggiunsi io – loro stanno facendo altrettanto"

"si ma mi sento in imbarazzo dai, potevi farmi mettere almeno il costume sotto oppure farmi vestire in maniera adeguata" aggiunse tirandosi un po' in su la gonna e sdraiandosi su uno dei teli che avevo disteso per terra.

Dopo 5 minuti non ce la fece più e si tolse la giacca lasciando che il suo splendido seno fosse investito dai raggi del sole mentre io le slacciai la gonna e gliela tirai ai piedi lasciandola così completamente nuda mentre io restavo col mio costume a slip.

Gettai lo sguardo verso le 4 sirenette, che nel frattempo si erano immerse in acqua, ed i loro occhi protetti da enormi occhiali erano ovviamente rivolti verso di noi. Dissi quindi a Graziella che era venuto il momento di tirarmelo fuori e farmelo diventare duro e così fece dandosi da fare con la sua mano destra. Quando l'attenzione delle 4 occhialute era ormai tutta su di noi a giudicare anche dalla loro improvvisa vicinanza in acqua, pensai che era il momento giusto per Graziella di passare alla bocca, un po' la sua specialità. E così si distese come un prolungamento del mio corpo e lo prese in bocca. Lo sguardo delle giovani sirenette rivolto su di noi mi eccitava da morire e mi sentivo come se da li a poco le dovessi riempire la bocca del mio succo, ma calmai la mia eccitazione, mi alzai e la trascinai in acqua. Le ragazze si girarono e si allontanarono facendo ritorno nella zona delle loro asciugamano mentre io misi Graziella a 4 zampe nell'acqua e cominciai a montarla da dietro, avendo cura ogni tanto di costringerle la testa sott'acqua per qualche secondo. Mi voltai e vidi che delle 4 bellezze nostrane, due erano tornate a prendere il sole, mentre altre due erano sulla battigia che ci guardavano, a non più di 8-10 metri da noi, con le loro belle tettine al vento. Gli sorrisi e le feci cenno di avvicinarsi…si misero a ridere e dapprima fecero qualche passo verso di noi, poi si allontanarono. Mi accorsi quindi che non stavo dando alcuna attenzione a Graziella ed allora cambiai buco facendola sussultare. Cominciai a trattarla come si deve e mi dimenticai delle ragazze che ci guardavano, fin quando non sentii il rumore dei loro passi nell'acqua. il solo saperle vicine mi eccitò al punto che girai Graziella e glielo misi in bocca, pronto a venire. Due di loro addirittura si avvicinarono in topless e mi accarezzarono le spalle ponendosi una alla mia destra ed una alla mia sinistra. Poi la ragazza alla mia destra mi sorrise e si abbassò lo slip del costume mostrandomi la sua fica. "posso farti venire io?" disse e dolcemente me lo prese in mano tirandolo fuori dalla bocca di Graziella e me lo menò finchè non esplosi sul viso di Graziella tra il comune piacere delle due infiltrate. Una delle due raccolse un po' di sperma dal viso di Graziella e lo pose sotto le sue orecchie e sotto quelle dell'amica, a mò di champagne. Poi ci salutarono ed uscirono dall'acqua

 

postato da: xBadWolfx alle ore 19:03 | link | commenti
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mercoledì, 16 maggio 2007

Senza titolo-4

 

 

Dopo un paio di mesi di silenzio, la scorsa settimana sono stato svegliato oltre che da uno splendido sole da un'insolita telefonata. "Ciao bello, sono sul terrazzo tutta nuda e mi serve qualcuno che mi spalmi la crema, puoi aiutarmi?". Sorrisi alla sfrontatezza e naturalezza con la quale sapeva chiedere le cose meno ovvie del mondo e accettai senza batter ciglio. Mentre andavo decisi che questa volta mi sarei levato io una piccola soddisfazione. Arrivato da lei trovai il cancelletto del giardino aperto e dalla scaletta salii sul terrazzo. Era nuda per davvero e mi accolse con un sorriso malizioso e ruffiano che solo lei sapeva fare. "La crema è sul tavolino" disse. Mi tolsi immediatamente i pantaloni, e mentre lei mi chiedeva cosa stessi facendo, mi misi praticamente a sedere sulle sue tette e le infilai il cazzo in bocca: "succhialo così ti spalmo la mia di crema". Le bloccai le mani e la obbligai a succhiarlo fin quando stavo per venire, a quel punto le dissi: "Dove la vuoi spalmata?". "su tutto il corpo" rispose lei. Così mi alzai e menandomelo le sborrai dappertutto dalla fica alla bocca e poi usai il mio cazzo come pennello per spalmarle la sborra dappertutto. Lei eccitata come una troia, raccoglieva la sborra dal suo corpo e la portava alla bocca. La guardai e le dissi: "sei solo una troia". Mi rimisi i pantaloni e scesi giù. "ma dove vai" mi urlava lei "ti voglio tutto mio per l'intera giornata".

"Scendi e fatti umiliare come tu hai umiliato me allora e poi potremo discutere di tutto quello che vuoi". Scese giù subito, mi venne vicino e mi disse che avrebbe fatto tutto quello che volevo. "vestiti allora, da puttana quale sei, e andiamo a farci un giro". Tornò con una gonnellina di renna ampia e cortissima ed una camicetta bianca volgarmente aperta a mostrare il reggiseno nero di pizzo. La feci venire accanto a me, le tolsi le mutande e dopo aver aperto la camicetta di un altro bottone le strappai di dosso il reggiseno. Sorrise e cercò di richiudere il bottone in più che avevo aperto ma la fermai. Restò interdetta e disse "ma sono con le tette di fuori così". "E chi se ne frega le risposi. Ti senti tanto puttana, che problemi ti fai". "Io così non ci vado in giro" rispose seccata "tu ci vai e ti fai fare tutto quello che voglio".

Montammo sul suo SUV e le dissi di andare verso l'autostrada. Mentre uscivamo dal paese le aprii completamente la camicetta facendo svolazzare fuori le sue tettone e le scoprii la fica e cominciai a toccarla. Era imbarazzatissima e cercava in tutti i modi di coprirsi il seno alla meno peggio, ma era inutile con quel popò di quarta che si ritrova. Una volta che fummo fuori dal paese si tranquillizzò. Prendemmo l'autostrada e dopo una trentina di chilometri la feci uscire per recarci in un paesino delizioso dove non andavo da tempo. Ricordavo la splendida terrazza sul mare dove qualche anno prima avevo pranzato. Andammo a pranzare proprio li. La obbligai a tenere la camicetta volgarmente aperta con i capezzoli che a turno sbirciavano fuori ed i commensali ed i camerieri che strabuzzavano gli occhi. Poi le ordinai di alzare la gonna ma non mi accontentò. Insistetti ma la sua ritrosia era decisa. Allora chiesi al cameriere di avere il conto e ci spostammo sul bar a fianco dove dopo aver dato un po' di spettacolo come al ristorante, ordinammo prima due caffè e poi tre ghiaccioli. Il cameriere fece una faccia un po' interdetta, poi li portò con un aria ancora più stranita. "Mettitene uno in fica" le ordinai. "Fallo o me ne vado". Si guardò un po' intorno. Gli occhi di un po' tutti erano su di noi, o meglio su di lei e le sue tette. Mi fece un gesto come a supplicarmi di cambiare idea ma feci il gesto di andar via. Prese allora il ghiacciolo che aveva in bocca e lo fece scivolare dentro scostando la gonna. Almeno un paio di persone la videro completare quell'operazione e strabuzzarono gli occhi, mentre coperto dagli occhiali scuri i miei occhi ridevano vergognosamente. Non resistette molto, il freddo le congelò la fica e dopo una trentina di secondi lo lasciò cadere a terra. La guardai con aria severa e le porsi il mio. "cerca di farlo durare di più questo". Neanche un minuto e cadde anche questo. "non ce la faccio, mi disse con le lacrime agli occhi". "ok andiamo" risposi soddisfatto. Aveva le gambe che grondavano gelato e la fica doveva essere incollata come un francobollo. Le feci fare pochissima strada e scendemmo giù verso una splendida spiaggetta. Qui la sua ira venne fuori ma mi feci perdonare leccandole tutto l'intruglio di ghiacciolo al limone e fica che le colava fuori. Si eccitò ed allora le dovetti dare un bel ghiacciolo di carne da leccare. lo voleva dentro ma le concessi solo di leccarlo, mentre dal baretto sulla spiaggia la ragazza che ci lavorava ed una coppia di turisti ci guardavano allibiti. Le sborrai in faccia e fece per pulirsi. "no" le dissi "ultimo desiderio, vai al bar con la sbobba che ti cola dal viso e vammi a prendere le sigarette". Mi supplicò di risparmiarle quest'altra vergogna ma non accettai condizioni e così andò a prendere le sigarette con la faccia intortata di sborra. E mi incazzai anche con me stesso perché la sborrata mattutina aveva tolto intensità a quella pomeridiana e così c'era meno liquido sul suo viso. tornò rossa in viso da far tenerezza. Le consentii finalmente di asciugarsi il volto e ripassammo davanti al bar abbracciati. Gettai uno sguardo dentro dove la cameriera mi guardava esterrefatta. Ritornammo a casa, ma questa volta le consentii di abbottonare la camicia come voleva. Rientrando però in casa, sul marciapiede, le alzai la gonna scoprendole il culo, ma non c'era nessuno in giro e a meno che non vi fosse qualcuno affacciato alla finestra, nessuno ha potuto approfittare delle sue rotondità.

In casa cominciò ad insultarmi e ad urlare. Disse anche che non voleva più vedermi. La calmai e le dissi "tesoro mio, questo è solo un quarto di quanto tu mi hai fatto. Presto tornerò a fare quello che vuoi tu, ma volevo che capissi che ci sono dei limiti". La baciai, la accompagnai in bagno e le preparai la vasca. Non appena entrò dentro andai in cucina, le lasciai un biglietto sul frigo ed andai via, soddisfatto come mai ma anche coi sensi di colpa per averla praticamente violentata psicologicamente. Ma le serviva un bagno d'umiltà.

postato da: xBadWolfx alle ore 21:15 | link | commenti (2)
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martedì, 20 marzo 2007

Senza titolo-3

Dopo quasi un anno che non ci sentivamo è ritornata alla farm il giorno della festa della donna ed è venuta giù nella saletta dei massaggi a cercarmi. Quando l'ho vista ho avuto un sussulto, lei mi ha chiesto di parlare ma le risposi che stavo lavorando e che non avevo più voglia di vederla dopo l'ultima volta. Insistette ma restai fermo sulle mie posizioni ed uscì. Dopo qualche minuto Stefania la capa mi chiamò per andare a fare un massaggio ad una cliente e mi ritrovai lei che mi aspettava sdraiata a pancia sopra con l'asciugamano addosso. Entrai un po' seccato e quando le fui vicino si tolse l'asciugamano e restò completamente nuda. Feci per voltarmi ma mi fermò. Con una mano mi teneva e con l'altra cominciò a masturbarsi: "Stasera ho bisogno di te". "no" le risposi seccato, "sono stanco dei tuoi giochetti". Mi pregò di andare da lei perché aveva una festa organizzata con delle amiche ma di andare a farle il manichino non mi andava proprio. Insistette, arrivò anche ad offrirmi dei soldi ma non mi piegai alle sue perversioni. Poi mi propose uno scambio con io che mi offrivo per la sua serata e lei che sarebbe venuta poi una sera da me ai miei ordini. Li decisi di accettare, volevo avere anche io la possibilità di restituire quanto mi aveva fatto.

Mi presentai così a casa sua intorno alle nove e mezzo, mi fece entrare e mi fece accomodare. Mi spiegò che per la serata sarei dovuto restare bendato ed ammanettato e lei e le sue amiche mi avrebbero utilizzato come meglio credevano. Le chiesi quante amiche sarebbero venute e se c'erano quelle con le quali mi fece giocare in spiaggia l'estate scorsa e mi rispose che erano le stesse amiche.

Un po' seccato ma accettai.

Cominciarono ad arrivare le sue amiche e mi chiuse nella sua stanza. Mi disse che sarei rimasto li un po', finchè non finivano di mangiare. Per fortuna fu un pasto abbastanza veloce e con ancora qualcosa in tavola Graziella venne nella stanza, mi mise una benda sugli occhi, mi ammanettò dietro la schiena e mi accompagnò. Solo che mentre percorrevamo il corridoio dalla sua stanza al salone sentii una voce che non mi era nuova. Mi bloccai e Graziella mi chiese perché. "C'è qualcuno che conosco credo". "Si rispose lei, ma non è la prima volta che ti vede". Ripensai alla spiaggia e mi convinsi che ci doveva essere la figlia di alcuni amici di famiglia nel suo gruppetto. Una ragazza molto carina che mai mi sarei aspettato facesse queste cose, anzi, la reputavo una santarellina, ma ciò che  più mi turbava era il fatto che lei mi avesse già visto nudo ed umiliato da Graziella e la cosa mi auguravo proprio che non si verificasse di nuovo.

Entrammo e mi presentò alla platea. Disse che ero a loro disposizione per qualsiasi idea e che potevano farmi di tutto. Sarei stato il loro giocattolo della serata.

Mi tirarono vicino a loro e cominciarono a sfiorarmi e ad accarezzarmi. Sentivo diverse mani su di me ma l'eccitazione restava ancora un po' in sordina pensando che tra le persone sedute al tavolo c'era una persona che conoscevo bene e pur non frequentandola, comunque non mi faceva stare a mio agio. Intanto le mani ingorde che erano su di me mi sbottonarono la camicia mentre una mano sapiente stava giocando con la patta dei pantaloni. In pochi minuti mi ritrovai con indosso solo i boxer e quando la mi erezione fu tangibile anche quelli volarono via. Mi accarezzavano il sedere, le palle ed il cazzo. Mi stavo cominciando ad eccitare davvero quando qualcuna di loro cominciò a masturbarmi. Le sentivo parlare e cercavo di riconoscere le voci. Con grande furbizia non si chiamavano per nome e gli indizi su chi fosse intorno a me scarseggiavano. Dovevano essere 4 o 5 e Graziella sicuramente non stava prendendo parte ai giochi.

A un certo punto una di loro mi disse se volevo un po' di dolce e mi imboccò dolcemente stando ben attenta a far cadere un po' di crema sul mio corpo prima e sul mio cazzo poi. "Aspetta che ti pulisco" disse e con la lingua prima mi fece un giro intorno alla bocca e poi scese via via giù fino al mio cazzo che cominciò a spompinarmi avidamente.

Pensai a quanto sono troie le donne che magari quando si parla di sesso e di fellatio fanno le facce schifate ma appena hanno di fronte un uomo che non le può vedere in viso diventano delle troie irriconoscibili.

Poi mi buttarono sul divano ed il mio cazzo passò di mano in mano fin quando non stavo per venire. Una di loro prese un bicchiere e lo mise davanti al mio cazzo mentre un'amica mi fece venire. Probabilmente una di loro lo ingoiò perché tutte le fecero un'applauso e le dissero "brava troia" e si misero a ridere.

Dopo la prima venuta le ragazze cominciarono a farmi delle domande. Mi chiedevano come mai mi piacessero queste cose e se mi eccitavo a stare tra le loro mani, ma Graziella disse che non erano domande da farmi. Poi disse alle ragazze se qualcuna voleva scoparmi e sentii la ragazza che conoscevo che disse "io. Ho proprio voglia di farmi questo porcellino".

"te lo dovrai fare davanti a noi" disse Graziella e tutte furono d'accordo. Si sedette sulle mie gambe e cominciò a spogliarsi. Si calò sul mio cazzo e con un pompino fatto ad arte mi ritirò su. Intanto le amiche la incitavano nemmeno fossimo stati allo stadio e le risate si sprecavano. Poi mi fece sdraiare e mi  mise la fica in bocca: "lecca". ed eseguii l'ordine finchè non si spostò dalla mia faccia per accogliere il mio cazzo. Sentivo molte mani percorrermi la pelle mentre me la scopavo ed un brivido mi percorse al momento dell'orgasmo quando lei si scostò e sentii più di una lingua prendersi cura del mio cazzo. Venni senza alcun freno a sborrai le bocche che avidamente mi leccavano, poi Graziella mi prese per mano e mi portò nella sua stanza. Mi tolse la benda e le manette e mi chiese di andar via. "Così presto?" "Si così presto" rispose lei, vattene. Uscii dal giardino e dopo aver dato una sbirciatina al salone me ne andai non capendo il perché del suo rifiuto.

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martedì, 19 dicembre 2006

Senza titolo-2

La mia amica era in un imbarazzo evidente e comprensibile…già i suoi primi minuti saffici della sua vita evidentemente l'avevano un po' scombussolata, ma tuttavia si lasciò convincere a restare a dormire da Graziella. In fondo era la prima volta anche per me e la curiosità mi portò ad accettare volentieri il suo invito.

Arrivati in camera da letto dettò le sue leggi: "Da ora in poi comando io. Per te – disse riferendomi a me – sarà una serata che non vorrai mai più rivivere, per la tua amica invece sarà l'occasione per potersi divertire alle tue spalle e per poterti ricattare per tutta la vita per questa notte. Accettate?"

Fu un si davvero sentito per entrambi. io ero incuriosito e lei, che non perdeva mai occasione per prendermi in giro, era stuzzicata dall'idea di avere un aneddoto tutto suo col quale potermi sfottere.

Graziella ci disse di spogliarci nudi e mi fece sdraiare sul suo letto. Prese un paio di manette e mi attaccò le mani alla testata del letto. Poi con delle corde già predisposte con una cavigliera alla fine mi legò i piedi agli angoli del letto, lasciandomi così con le gambe completamente divaricate. Mi bendò e cominciò a masturbarmi con violenza, tanto che in breve mi diventò durissimo. Poi, sempre ad una velocità altissima cominciò e menarmelo usando solo la punta delle dita invece che il pugno. La sensazione fu dapprima di piacere, poi, con l'aumentare della velocità, diventava sempre più fastidiosa….mi stava masturbando con le unghie e la pelle del mio cazzo cominciava a risentirne.

Ad un certo punto il piacere si mischiò al dolore e mentre sentivo la mia erezione indebolirsi, la sensazione dell'orgasmo si avvicinava sempre di più.

Quando sentii che stavo per esplodere lo dissi e lei lasciò l'onore della sborrata alla mia amica, che lo prese in bocca e tra il bruciore col contatto con la saliva ed il piacere dell'incontro con la sua lingua venni.

Graziella la obbligò a ingoiare il mio succo e poi cominciò a masturbare anche lei, mentre io ero sempre legato e bendato. Dopo pochi minuti però si interruppe e le chiese di andare in salone a prendere una delle bottiglie di wisky che c'erano nella sua credenza.

Quando tornò entrambe si misero tra le mie ginocchia e cominciaro no a leccamri fino ad arrivare sulle palle. Me le leccarono per diversi minuti, finchè un barlume di erezione scosse il mio cazzo. Allora si rituffò su di lui con la mano e cominciò a menarmelo. Mi faceva male, dovevo avere la pelle tutta arrossata e lacerata dalle sue unghie. Ordinò alla mia amica di prendere un sorso di whisky e poi le disse di succhiarmelo tenendo il whisky in bocca. Fu una sensazione indescrivibile. Mi bruciava, ma la sua lingua riusciva comunque ad eccitarmi. "ora basta – disse Graziella – Lasciamelo a me". Prese anche lei un sorso di whisky e me lo prese per un istante in bocca. Poi lasciando colare il liquido sul mio cazzo cominciò a menarmelo di nuovo con le unghie. Di tanto in tanto sputava un po' di whisky sul mio cazzo facendomi urlare dal dolore, ma mi portò nuovamente a sborrare.

Ed ancora una volta mi inondò il cazzo di whisky facendomi sobbalzare dal dolore e riprese a menarmelo tra le mie grida di dolore misto a doloroso piacere.

Poi vedendo che il mio cazzo cedeva si fermò. Dovettero cominciare a lesbicare perché le sentivo gemere,  poi Graziella le chiese se c'era qualcosa che a me piacesse particolarmente di lei e lei sorridendo rispose "il mio culetto".

"e glielo hai mai dato?" chiese Graziella. "No, non abbiamo fatto sesso più di tanto e poi il culo non l'ho mai dato".

"prima di stasera" aggiunse ridacchiando Graziella.

Cominciarono a soffiarmi lentamente sul cazzo e sulle palle. Era una sensazione finalmente piacevole ed alla fine, nonostante i 4 orgasmi nelle ultime ore, il mio cazzo tornò orgogliosamente duro. Graziella cominciò a menarmelo a tutta forza ed il dolore tornò a farsi sentire, ma nonostante tutto mi restò duro. Poiu aggiunse "adesso se resisti a questa prova coronerai il sogno di scoparti il culo della tua amica". Sentii che si posò su di me e se lo infilò in fica. Bruciava maledettamente. L'ambiente acido della sua fica era insostenibile per il mio cazzo lacerato dalle sue unghie. Poi mi tolse la benda. Avevo la mia amica col culo praticamente sul mio viso. Me lo fece leccare mentre Graziella mi scopava, ma il mio cazzo cedette di schianto sotto l'acidità della sua fica. Graziella allora si tolse e fece venire la mia amica sui di me. Puntò il mio cazzo sul suo buchetto e mi ordinò di scoparle il culo. "ora o mai più" gridò, ma riuscì a malapena ad entrarle dentro che un altro bruciore mi bloccò. La mia amica si alzò. Graziella mi chiese se volevo che lei facesse in modo che il mio cazzo tornasse buono per scoparmi il suo culo, ma risposi di no. si misero a ridere. Si tolsero dal letto e Graziella andò a spegnere la telecamera che c'era sulla cassettiera di fianco al letto. Estraette le cassetta e la diede alla mia amica.

"Ogni volta che lui ti vorrà scopare, fagli vedere che si è rifiutato di scoparti il culo e non dargliela mai più".

Spensero la luce chiusero la porta ed andarono a dormire insieme nell'altra stanza. L'indomani mattina venne Graziella a liberarmi: "la tua amichetta è partita, con la cassettina di ieri. Così impari a raccontare quello che facciamo". Mi accompagnò alla porta nudo e mi chiuse fuori. Fuori c'era però la mia amica ad aspettarmi in macchina, ma dovetti ugualmente guidare nudo fino a casa e coprirmi, una volta arrivato, con la sua borsa. Le sei di mattina e la strada deserta però mi aiutarono ad evitare un'altra figuraccia.

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sabato, 04 novembre 2006

52Dopo qualche giorno che non ci sentivamo, la chiamai io.

"Ciao bella, sai stasera viene a trovarmi una mia vecchia amica, le ho parlato molto di te e di quello che è successo tra noi, per me è come una sorella, ma anche qualcosa di più. Ci vediamo di tanto in tanto, ci siamo conosciuti all'università. Verrà a trovarmi per due giorni e ti vorrebbe conoscere".

Non fu molto contenta del fatto che un'altra donna conoscesse quello che c'era tra noi. Mi chiese se con lei avevo mai fatto sesso e alla mia risposta affermativa andò su tutte le furie. "Tu sei mio – disse – non permetterò mai a nessuna di averti come faccio io".

Le spiegai invano che era da parecchio che non la vedevo e che da quando era iniziata la nostra morbosa storia non l'avevo vista nemmeno una volta.

Si mostrò così più accondiscendente ed accettò di venire a cena con noi. Mentre mi recavo con la mia amica nel ristorante scelto, cominciai a pensare se fosse stato opportuno andare a mangiare in un luogo pubblico piuttosto che in una più sicura casa. Era la prima volta che ci facevamo vedere in giro insieme e non sapevo come si sarebbe comportata in una situazione per una volta "normale".

Arrivammo e la trovammo già nel locale, ad attenderci nel salottino all'ingresso. Era davvero attraente, forse come non l'avevo mai vista. Sensuale senza essere volgare, molto truccata si, ma senza scadere nel mascherone più adatto al carnevale che ad una serata in ristorante. Gli sguardi che lanciò verso la mia amica furono più ammiccanti che severi, diversamente da quanto immaginassi e la conversazione fu incentrata su tutt'altro argomento rispetto al luogo comune che temevo avrebbe tirato fuori.

Fu al momento del dolce che cominciarono i primi, palesi, segni della sua eccitazione e della sua voglia di mettermi in imbarazzo di fronte ad un'altra persona che non fosse stata scelta da lei. Il dolce a base di panna venne oscenamente consumato con la lingua che raccoglieva il bianco dolce dal cucchiaino, senza che fosse la bocca ad impadronirsene. Con mia grande sorpresa la risposta della mia amica fu uno scimmiottamento dell'altra commensale, condito da un curioso fuori programma consistente nell'offrirmi il cucchiaino solo per metà leccato e quindi ancora condito di panna e della sua lingua.

La risposta di Graziella (finalmente possiamo darle un nome) fu imprevedibile. Lasciò scivolare un po' di panna nell'ampia scollatura facendosi vedere da noi due e poi aggiunse: "poi tu lo assaggi direttamente da qui il dolce".

L'imbarazzo durò solo il tempo d'uno sguardo. La sfida era stata lanciata ed ora io ero osservatore interessato di una sfida in punta di fioretto tra una donna possessiva ed in parte ferita nel proprio orgoglio di dominatrice ed una ragazza sexy, dolce e trasgressiva fino all'eccesso, ma assolutamente libera da ogni condizionamento e curiosa di approfondire l'argomento da noi solo dibattuto al telefono.

"Venite a bere qualcosa da me?" Disse guardando la mia amica.

"Perché no" rispose lei accettando la sfida e mettendomi in definitiva al centro delle loro maliziose attenzioni.

Giunti a casa sua si scusò un attimo ed andò ad alleggerire ulteriormente il suo già succinto abbigliamento e tornò a farci compagnia con una semplice sottoveste.

"Speravo di trovarvi già all'opera - disse sfacciatamente – non sapete quanto mi eccita sapere che avete fatto sesso". La mia amica si mise a ridere ed aggiunse "Ho pensato la stessa cosa quando ti ho vista al ristorante, lui mi ha raccontato tutto o quasi". In un istante ero diventato un oggetto anche per la mia amica.

"Perché non mi fate vedere qualcosa" disse Graziella mettendosi comoda.

"No dai, mi sentirei in imbarazzo a farmi vedere da te" rispose saggiamente la mia amica.

"E se io potessi solo toccarti senza vederti?" Rispose Graziella "ti sentiresti più a tuo agio?" e tirò fuori uno dei suoi foulard facendo il gesto di portarlo sugli occhi.

"Non so – rispose la mia amica – in effetti non credevo che si sarebbe arrivati a tanto anche se ero molto incuriosita dalla situazione".

"Allora potresti guardare come si comporta lui con me e decidere se partecipare o meno. E' un vero cagnolino tra le mie mani"

Mi innervosii un attimo, il linguaggio cominciava ad essere meno gradevole del previsto, ma lei si agitò: "Non ti permettere. Tu sei il mio schiavetto e devi fare quello che voglio quando voglio altrimenti che schiavo sei?"

"ti prego mi metti in imbarazzo" le risposi, ma fu tutto inutile.

"Avanti spogliati e facci vedere come te lo meni" rispose acidamente "prima che mi innervosisca davvero".

Non sapevo davvero che fare. La mia amica mi guardò imbarazzata anche lei. La sua presenza cominciava a farsi tremendamente ingombrante.

"Datti da fare" mi incalzò Graziella.

Mi guardai ancora con la mia amica la quale mi sorrise, si alzò e si andò a sedere accanto a Graziella e aggiunse: "dai, vediamo cosa sai fare" e lanciò uno sguardo complice alla mia padrona.

Pur sorpreso dalla sua reazione, mi tolsi lentamente la camicia e i jeans restando solo coi boxer ed indugiai a lungo.

"Dai, forza stiamo aspettando" incalzò duramente Graziella.

Mentre lasciavo scivolare a terra i boxer scoprendo la mia nudità, cominciai a pensare a quanto pessima fosse stata la mia idea. La mia amica mi guardò invece con aria fiera e mi incoraggiò dolcemente col suo sguardo.

"Avanti vieni a sederti tra noi" disse Graziella spostandosi all'altra estremità del divano e lasciando il posto centrale tra loro vuoto.

Mi sedetti imbarazzato, quasi cercando di coprire il mio cazzo che timidamente restava al suo posto. "Dai menalo" disse Graziella.

Cominciai a fare su e giù lentamente senza riuscire a guardarle in faccia e dopo qualche secondo del tutto inutile per la mia eccitazione, Graziella aggiunse: "Dai aiutiamolo" e cominciò ad accarezzarmi le palle mentre me lo menavo. La mia amica invece si limitò a baciarmi il collo e ad accarezzarmi la coscia. In pochissimo arrivai all'erezione e Graziella mi incitò a continuare da solo. "Guardala" mi disse "falle vedere quanto sei porco".

E me lo menavo incrociando lo sguardo incredibilmente sereno della mia amica che di tanto in tanto spostava gli occhi sul mio sesso.

"Adesso alzati in piedi" incalzò Graziella. Si sedette nuovamente vicino alla mia amica e mi pose in piedi tra di loro. La baciò sulla bocca facendomi scattare una voglia incredibile di possederle entrambe. "Vorresti scoparci vero?"

"Si" risposi io immediatamente e senza riflettere.

"Porco" rispose lei "Allora non ci avrai. Menatelo e basta" e si tolse la sottoveste restando completamente nuda.

"Cara tu non ti vuoi alleggerire un po'?" disse rivolgendosi alla mia amica.

"Volentieri" disse lei guardandomi negli occhi e si lasciò denudare dalle mani sapienti della mia padrona.

Il suo corpo da venticinquenne soda non mise in cattiva luce più di tanto i 38 anni della mia padrona, anzi, fu quasi un premio alla sua bellezza quel confronto.

"Insomma sbrigati" continuò Graziella cercando di umiliarmi "Vuoi sborrare o no" stiamo aspettando" e passò una mano tra i seni di lei facendola letteralmente sobbalzare.

Notò la reazione della mia amica ed allora continuò nel lieve massaggio scendendo fin nella sua intimità.

"Ecco" dissi dopo un paio di minuti facendo segno che stavo per venire.

Graziella mi porse la sua mano ed accolse nell'incavo del suo palmo il mio seme. Poi si rivolse alla mia amica e le chiese se prendeva la pillola. Alla sua risposta affermativa si tuffò con la mano pregna del mio seme sulla sua figa e la cominciò a masturbare riempiendola del mio orgasmo. Cominciò a gemere come non l'avevo mai sentita ed in breve venne.

Graziella sembrava soddisfatta, in qualche modo ci aveva manipolati entrambi ma volle comunque avere una ricompensa. "Adesso fatemi venire voi" ed oscenamente divaricò le gambe invitandoci a percorrere con la lingua ogni millimetro del suo interno cosce. Così facemmo, incontrandoci spesso per dei rapidi e fugaci baci tra il mio stupore di vedere la mia amica così eccitata ed incapace di negare il saffico servizietto alla mia amica.

Dopo il suo orgasmo ci avvicinò accompagnandoci per la nuca alla sua bocca. Ci unimmo in un bacio a tre e ci invitò a dormire insieme…..continua

 

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martedì, 17 ottobre 2006

Senza titolo-26Arrivati a casa sua mi tolse tutto lasciandomi soltanto le manette, forse per paura di una mia reazione energica. Ricordo che gridai e che la insultai per quanto mi aveva fatto. Lei per tutta risposta si sedette sul divano davanti a me, si spogliò nuda allargò le gambe in maniera quasi oscena e mi disse: "Cosa posso fare per farmi perdonare?"

Il seguito lo potete immaginare ma finito il momento erotico la rabbia mi ritornò. Tornai sull'argomento e le chiesi se c'erano uomini a vedermi. Mi rispose di no ma il pensiero che non vi fossero solo donne mi infastidiva in una maniera indescrivibile, mentre il fatto di esibirmi e di poter eccitare più donne era invece uno stimolo. Lei mi tranquillizzò e disse che non avrebbe mai permesso una cosa simile e che le sue amiche erano tutte fidate e nessuna avrebbe mai detto nulla riguardo quanto accaduto. Aggiunse anche che le prossime volte mi avrebbe dato prova della presenza solo di alcune amiche sue. La cosa mi intrigò e le dissi che ero pronto per altre esperienze e che d'ora in poi avrei fatto tutto quello che voleva.

Così mi diede appuntamento per la domenica successiva, ma contrariamente al solito mi chiese di andare da lei di mattina. Così feci ed alle 11 in punto ero davanti la porta di casa sua. Mi venne ad aprire in costume da bagno e le chiesi come mai era vestita così.

"ma come? con una giornata così bella come si fa a non andare al mare?"

"Ma io non ho il costume" le risposi

"A te non serve" rispose con una carica erotica superiore alla norma.

Prese una borsa e mi disse di seguirla in macchina.

Salii senza domandare e mi portò in un posto dove non ero mai stato. C'era solo una piccola spiaggia nascosta in mezzo agli scogli. C'erano già due macchine parcheggiate e pensai che mi volesse far mettere nudo davanti a degli estranei. Si accorse che guardavo le macchine parcheggiate e mi disse di star tranquillo, che c'erano solo le sue amiche giù in spiaggia. Scesi dalla macchina e andai verso la spiaggia per vedere se era vero ma mi fermò subito. "Non voglio che vedi chi sono le mie amiche"

"ma voglio almeno vedere se sono solo amiche o ci sono anche degli amici" risposi nervoso

"stai tranquillo, ti farò vedere che ci sono solo amiche. Ora vieni qua"

Aprì il portabagagli del suo fuori strada e tirò fuori le solite manette ed un foulard. "spogliati amore" mi sussurrò ad un orecchio.

Ero incerto sul da farsi ma con i suoi modi mi convinse e poi alla parola "ci sono 3 mie amiche eccitate che ci aspettano" non resistetti più e mi spogliai. Mi ammanettò con le solite manette dietro la schiena, mi mise il foulard a coprirmi gli occhi e mi mise anche degli auricolari nelle orecchie. Le chiesi perché e lei mi rispose che le sue amiche non volevano farsi sentire da me e che io avrei ascoltato della buona musica per tutta la mattina. Mi prese dolcemente per il braccio e mi condusse in spiaggia. Ad un certo punto mi invitò a sedermi e mi lasciò li almeno per una decina di minuti, giusto il tempo di una paio di canzoni. Poi mi fece alzare, mi tolse gli auricolari e lentamente anche il foulard. Di fronte a me a una ventina di metri c'erano tre corpi femminili nudi con il telo da mare a coprirne il viso.

"Visto che non ti dico bugie amore mio?" Mi disse con aria complice.

Mi ricoprì gli occhi col foulard e mi rimise gli auricolari a tutto volume. Mi fece alzare e seguii i suoi movimenti. Fin quando, dopo aver toccato l'acqua mi fece sedere per terra. L'acqua mi bagnava a malapena le palle, era fredda.

Cominciai a sentire diverse mani sfiorare il mio corpo e la mia erezione si fece ben presto visibile. Sentii le loro mani allargarmi le gambe in modo da esporre il mio cazzo in maniera ancora più evidente. Poi all'improvviso una di queste mani sapienti cominciò a menarmelo…ero in estasi, quattro donne nude mi stavano sfiorando e masturbando in acqua. Troppo bello.

Le mani che me lo menavano si davano continuamente il cambio, sentivo la differenza nel tocco e nello scorrimento sulla mia pelle. Mi tolse un attimo l'auricolare e mi disse: "dimmi chi ti piace di più" e presero solo a menarmelo abbandonando le attenzioni per il resto del mio corpo. Si diedero il cambio a distanza di un minuto una dall'altra menandomelo chi con dolcezza chi in maniera energica. Dopo il quarto giro dissi: "la terza".

Fu il tocco delicato della prescelta ad andare avanti ed a masturbarmi fin quando non le sborrai in mano.

Poi la mia padrona mi fece alzare e mi fece sdraiare sulla sabbia per almeno mezz'ora. Avevo voglia di capire cosa succedeva e la chiamai più volte.

Poi ritornò e mi disse: "adesso ricambierai il favore a tutte e tre le mie amiche". Mi fece alzare e mi fece poi sdraiare a pancia sotto ritrovandomi con la faccia nella sabbia. Mi pulì delicatamente fin quanto sentii la riconoscibilissima pelle di una figa davanti alla mia bocca. Leccai avidamente quanto mi stava davanti fin quando non si diede il cambio con un'altra figa. Ero il loro schiavo e l'eccitazione mi riempii il corpo e le palle, mandando in sofferenza il mio cazzo per la scomoda posizione in cui stavo, non permettendogli di esporsi in tutta la sua voglia. Passai alla terza figa e nel modo di strusciarsi a me mi abbassò leggermente il foulard. La vidi in faccia e vidi attorno a lei altre due donne, una di spalle e l'altra intenta a fotografare, era la mia amante/padrona. Si accorsero di quanto accaduto e mi ricoprirono subito gli occhi. Vidi solo per qualche istante la donna a cui stavo regalando un momento di  reale piacere. Non mi parve di conoscerla, ma intuii subito che doveva avere circa 38-40 anni, anche se ben portati. Continuai a leccare fin quando non si tolse da davanti alla mia bocca facendo nuovamente cadermi col viso sulla sabbia. Mi rigirarono esponendo alla loro vista la mia eccitazione. Dopo qualche secondo presero a menarmelo di nuovo. Era tutto insabbiato e il piacere era soffocato dai piccoli granellini di sabbia che si erano avvolti alla mia cappella.

"No toglietemi la sabbia dissi".

Mi tolsero invece il foulard e gli auricolari. Mi guardai attorno e vidi solo lei che mi menava e due donne allontanarsi completamente rivestite. L'altra era in acqua.

"Non dovevi guardare" mi disse la mia padrona. "Adesso ti punirò". E prese a menarmelo facendo spesso scivolare della sabbia sul mio cazzo, rendendo così il piacere un supplizio. Poi mentre mi contorcevo per il piacere e per il dolore, vidi arrivare la sua amica.

"chiudi gli occhi". Lo feci e quando li riaprii l'amica aveva il mio foulard a coprirle parte del viso, fino alla bocca,  e degli occhiali neri a mascherina a coprirle gli occhi. Mi bagnò il cazzo con una bottiglietta e poi gli versò su della sabbia per farla attaccare meglio e prese a masturbarmi con violenza, fin quando mischiai il mio sperma alla sabbia, ma anche li prese dell'altra sabbia e la incollò al mio cazzo unendola al mio sperma. Un dolore forte, unito al piacere che poco prima avevo provato percorreva il mio corpo, dal cazzo in su. Me lo menò ancora per qualche minuto, poi mentre il mio pisello cedeva alla forza di gravità, mi diede uno schiaffo e si andò a fare il bagno con la mia padrona. Mi alzai e mi diressi anche io in acqua per rinfrescarmelo un po'.

Prima di andare via mi avvolsero in un ascigamano e mi misero nella macchina.

Durante il tragitto non parlammo. Quando arrivammo a casa mi tolse le manette e mi aiutò a pulirmi.

"La conoscevi? " mi disse

"no" risposi io, "mai vista"

"ti è piaciuto stamattina"

"si, molto"

"Lo rifaremo e ne faremo tante altre" rispose lei mentre con delicatezza liberava il mio cazzo dalla sabbia

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mercoledì, 23 agosto 2006

Senza titolo-25Il messaggio che mi mandò la sera dopo mi fece subito capire che faceva sul serio: "Ciao tesoro mio, hai scelto il giorno che dedicherai solo a me? Ho voglia di metterti alla prova, che ne pensi di passare stasera da me diciamo verso mezzanotte?".
Risposi che ci sarei andato e le dissi che il giorno che sceglievo per lei era la domenica. Un'altra delle sue stranezze…voleva che scegliessi un giorno solo per lei nel quale grosso modo ci saremmo visti, mentre gli altri giorni erano liberi a meno di desideri impellenti. La domenica poteva sembrare un giorno impegnativo, ma il lunedì mattina ne io ne lei lavoravamo per cui la serata poteva essere lunga per entrambi.
Arrivai da lei pochi minuti dopo la mezzanotte. C'era un'altra macchina di fronte al suo cancello ma non diedi più di tanto importanza alla cosa. Entrai e la trovai completamente nuda che stava preparando tutta la sua attrezzatura sul tavolo. C'era davvero di tutto e la sola visione di tutto quell'armamentario mi fece venire un po' di paura.
"stai tranquillo" mi disse "stasera ci divertiremo, non temere".
"E tutta quella roba?" Le risposi
"Serve per farci eccitare. Stasera farai una cosa per me e poi al ritorno mi dedicherò completamente a te".
"Di che si tratta?" le risposi per cominciare a capire di cosa si trattasse. Niente di particolare, come prima volta voglio solo che tu ti faccia una sega per me".
"Tutto qui?" risposi io sorridendo, "mi sembra di aver già fatto queste cose".
"Certo tesoro – rispose lei – le hai fatte qui per me, ora le dovrai fare in un altro posto".
"Dove?"
"Sorpresa amore. Tu hai detto che farai tutto quello che voglio vero?"
"Si l'ho detto ma…"
Mi mise una mano davanti alla bocca, mi baciò e disse: "le promesse si mantengono, tu mantieni la tua ed io manterrò la mia".
Risposi che andava bene, ma il mistero non mi teneva tranquillo. Fui ancora meno tranquillo quando mi chiese di prendere una delle sedie in metallo del suo giardino e di caricarle nel cofano del suo fuoristrada. Lo feci, cercando di pensare a cosa le potesse servire una sedia. Pensai anche che forse non serviva per i suoi giochini.
Poi dopo essere rientrato mi venne nuovamente incontro. Mi cominciò a spogliare lentamente mentre mi baciava, mi lasciò completamente nudo e poi si inginocchiò per assaggiare il mio membro. Lo succhiò avidamente per una decina di minuti, poi me lo lasciò e disse: "E' ora di andare" ed iniziò a prendere della roba dal tavolo ed a mettermela. Mi mise le manette dietro la schiena e cominciò a bendarmi.
Poi prese una palla con dei laccetti e me la infilò in bocca legandomela dietro.
"Adesso fai tutto quello che ti dico tesoro. Fidati di me". Mi prese per il cazzo e menandomelo mi condusse fuori. Mi trascinava per il cazzo e al contempo me lo menava. Io cercavo di parlare ma la pallina che mi aveva legato in bocca mi impediva di farmi capire. Non appena mi fece entrare in macchina mi tolse per un attimo la palla. "Siamo in macchina tesoro". Te lo menerò per tutto il tragitto, ma tanto la strada è poca".
"Ma che cavolo vuoi fare?" Risposi incavolatissimo.
"Godere con te" – mi rispose lei gelida – ma se hai paura puoi scendere dalla macchina e andartene".
Capii cosa voleva dire, era una prova di coraggio, chiamiamola così, dovevo accettarla.
"Ok andiamo" le risposi.
Mi rimise la pallina in bocca e mi tappò le orecchie con dei tappi di cera. Ora non sentivo più niente. Solo la sua mano sul mio cazzo e la macchina che si muoveva. Nient'altro. Mi aveva cancellato due sensi e la sensazione fu terribile. Mi veniva da vomitare, ma dovevo resistere.
Dovette faticare non poco con la sua mano per tenermelo su. Lo stordimento era troppo e il mio cazzo si riprese solo quando la sua bocca lo venne ad incontrare. Lo leccò avidamente partendo dalle palle ed allora rispose come avrebbe dovuto anche alla sua sega. Solo quando sentii arrestare la macchina e spegnersi il motore capii che ci doveva essere un'altra persona. Sul momento non ci avevo pensato ma era impossibile che potesse succhiarmelo mentre era alla guida. Oltretutto mi accorsi toccando con i piedi di trovarmi al posto di dietro. Cominciai a dimenarmi mentre lei si staccava da me.
Passarono alcuni secondi poi mi sentii trascinare dalla parte dello sportello. Scesi e cercai in tutti i modi di parlare. Stavolta non mi tolse la pallina. Oltretutto barcollavo come un ubriaco. Mi mise a sedere sulla famosa sedia di ferro del giardino pochi passi dopo esser sceso dall'auto. Mi tolse le manette ma non feci in tempo ad allontanare le mani che mi ritrovai con la sinistra ammanettata alla sedia e la destra trattenuta dalle sue mani. Legò anche la destra ma al bracciolo della sedia e con un'altra manetta.
Mi tolse un tappo da un orecchio e mi disse: "adesso fai il bravo e menatelo". Cercai di parlare ma la pallina non me lo consentiva.
"E' inutile che provi a fare casino, se prima non sborri di qui non ce ne andiamo": Continuai a gridare con la pallina in bocca e lei mi mise una mano davanti: "Se gridi farai avvicinare la gente, invece se ti dai una mossa ci divertiamo tutti senza problemi. Dai amore, fammi eccitare". Mi diede due colpetti con la sua mano, poi mi prese la mano e la portò sul mio cazzo. Mi tolse anche l'altro tappo e mi disse: "Come senti non c'è nessuno, si sentono solo voci in lontananza, adesso facci impazzire".
Facci?! Allora c'era un'altra persona. Sentii il motore della sua macchina mettere in moto e fare manovra. Poi capii che puntava i fari su di me perché sentii la luce attraverso la benda. Provai a dire qualcosa ma subito sentii la sua mano sul mio cazzo. "Dai non deludermi". Era chiaro che c'era almeno un'altra persona.
Cominciai a masturbarmi. Sentivo il cazzo rispondere lentamente. Mi immaginai tutte le donne più attraenti del mondo tutte li chine davanti a me con la bocca aperta ed io pronto a darle il mio succo. Ricordo che ci volle lo stesso molto per arrivare alla fine.
Quando stavo per venire e i miei gemiti cominciavano a farsi udibili, sentii le sue mani scendermi dal petto verso il cazzo e non appena mi sfiorarono le palle esplosi in una serie di schizzi, accompagnati da un numeroso applauso.
Impazzii…volevo spaccare tutto. Ci dovevano essere almeno una decina di persone a guardarmi mentre mi masturbavo. Persi letteralmente il controllo. Lei mi sussurrò all'orecchio: "Hai fatto un figurone, ora sta tranquillo che ti riporto a casa mia e li faremo tutto quello che vuoi tesoro. Mi leccò le labbra con la sua lingua e mi tolse le manette mentre qualcun altro mi teneva fermi i polsi. Mi riammanettò dietro la schiena e mi rimise in macchina….
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martedì, 08 agosto 2006

Senza titolo-20Mi chiamò al cellulare dopo qualche giorno che non ci sentivamo e prendemmo accordi per la sera da lei. "Una semplice cenetta" mi disse, "solo per stare un po' insieme". Andai da lei con tranquillità, come si accetta un invito qualunque a casa di un'amica e fu davvero una serata normale. Qualche bacio si, qualche palpatina qua e la tanto per stuzzicarci, ma niente di più. Poi andò a prendere il dolce e tornò completamente nuda con uno splendido profitteroles in mano. Si sedette come se nulla fosse e mi diede la mia parte…lei finì la sua e poi mi guardò come solo lei sapeva.
"Dobbiamo parlare seriamente" mi disse "credo sia giusto discutere di tutto prima di andare avanti nel nostro rapporto". Le dissi che parlare di 'rapporto' forse era un po' eccessivo perché tra noi non c'era una vera relazione, quanto più una comunione d'intenti in campo sessuale e poi, vedendo che la sua espressione si andava adombrando, le dissi scherzando che era impossibile per me parlare 'seriamente' con una donna completamente nuda davanti a me.
Sorrise, prese il profitteroles che stava ancora sulla tavola e con la panna ed il cioccolato si 'coprì' il seno e la fica. "Così va meglio?!" disse con una voce ed uno sguardo che non dimenticherò mai. Restai paralizzato di fronte alla sensualità con cui aveva compiuto quei semplici gesti ed espresso quelle parole. Era una autentica bomba sexy, non c'era niente da fare. Nulla al mondo era più arrapante di lei quando ci si metteva. Era impossibile resisterle.
"Così poi per spogliarmi devi per forza fare uno spuntino", aggiunse alzandosi e venendosi a sedere sulle mie ginocchia. "Io ti voglio per me, mi eccita quello che facciamo insieme, mi eccita come reagisci e mi eccita farlo con te. Godo come non ho mai goduto nel farlo così con te e non voglio smettere. Non voglio nemmeno forzarti perché capisco che non è normale quello che ti chiedo, ma ti prometto che ti farò godere sempre e comunque. Sarà il mio unico compito mentre tu dovrai eseguire tutti quelli che ti chiedo. Dimmi che lo vuoi anche tu".
"Non so" le risposi "non vorrei che esagerassimo, non mi è piaciuto quando mi hai ammanettato in piscina…la sensazione di poter annegare se solo tu lo avessi voluto non mi è piaciuta per nulla".
"Ma ti ha eccitato" aggiunse lei, "ho visto come ce lo avevi duro".
"Si mi eccitava, ma credimi, è un esperienza che non voglio ripetere"
"Va bene" mi disse "ti prometto che non farò mai più nulla di pericoloso per la tua salute, ma posso farti tutto? E' meglio che ce lo diciamo, io voglio impazzire dal godimento e voglio far impazzire anche te, ma se non so fin dove posso spingermi non so se ne vale la pena".
Restai a riflettere per qualche secondo, la guardavo ed era davvero seria in viso. Sperava che le dicessi di si e mentre la guardavo, pensavo di dirle di no per la curiosità di conoscere la sua reazione. Ma non ce la facevo, in fin dei conti tutto era eccitantissimo e lei era una donna bellissima, a letto ci sapeva fare meglio di chiunque altra e come avrei potuto rinunciare a tutto ciò?
"Io voglio continuare a fare l'amore con te" le dissi "capisco che a te non piace farlo su un letto e la cosa sta bene anche a me perché cambiare eccita anche me. Ed in fin dei conti sono sincero, il fatto che tu abbia il controllo mi eccita, ma mi impaurisce. Ho paura della tua mancanza di limiti e questo non mi fa godere appieno del nostro rapporto".
Mi guardò dritto negli occhi e poi cominciò a replicare: "Cos'è che non ti piace? Non ti piacciono le bende o le manette o non ti piace come lo facciamo o come ti faccio venire?"
"Non mi piace il fatto che tu ogni tanto ti dimentichi del mio piacere per appagare solo te stessa e non mi piace il fatto che mi metti in situazioni dalla quali non posso tornare più indietro".
La sua replica arrivò immediata: "ti prometto che avrò cura del tuo piacere, ma prima ho bisogno di godere e per me il controllo totale su di te, la possibilità di farti fare qualsiasi cosa, di poterti in qualche modo usare fino a ridurti in mia totale schiavitù mi eccita da morire e riesco a godere solo così. Ho bisogno di caricarmi di voglia. Se poi tu hai paura del fatto che io possa esagerare, possiamo stabilire una parola chiave e io mi fermo quando tu la dici".
Restai di sasso "ma non è più facile se ti fermi quanto te lo chiedo io?". "No, ti verrà sempre voglia di fermarti e di dire basta, ci vuole una parola complicata in modo che tu debba davvero rifletterci prima di dirla".
Mi sembrava una cavolata e glielo dissi chiaramente. e poi aggiunsi: "e poi non voglio fermare le tue idee" e mentre pronunciavo quelle parole la vedevo accendersi in viso "Io voglio fare tutto quello che ti piace, però non voglio che si vada in altri campi".
"Cioè?"
"Cioè voglio che tutte queste tue richieste e tutti questi tuoi desideri siano legati al sesso e non ci siano altre cose".
"va bene" rispose lei
"E poi non voglio che si confondano mai i ruoli"
"In che senso?" rispose
"Nel senso che non voglio che ti venga mai in mente di usare vibratori o altre cavolate col mio culo. Io resto un uomo e voglio essere trattato come tale"
"Non c'è problema amore, come vuoi tu. Ora pensa se c'è qualcos'altro che ti disturba perché d'ora in poi non accetterò altre limitazioni".
Ci pensai un po', ed in fin dei conti non c'era altro che mi indisponeva fin ora nel nostro rapporto. "Nient'altro" le dissi sicuro. Lei mi baciò profondamente, poi mi guardò e mi disse : "adesso spogliami".
Le leccai via tutto la panna ed il cioccolato che aveva sul corpo e poi facemmo l'amore in maniera quasi normale, se non fosse che finimmo il nostro amplesso in giardino ed a giugno è lecito attendersi che qualche finestra aperta poteva esserci. Fu l'ultima volta in cui posso dire di aver fatto sesso alla pari con lei, poi fu un umiliazione dietro l'altra. Era il prezzo che dovevo pagare perché da schiavo potessi trasformarmi in padrone.
postato da: xBadWolfx alle ore 20:38 | link | commenti (1)
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